Moschee e contratto di governo, preoccupazione degli Imam italiani

milano immigrati

Il nuovo governo giallo-verde, nato grazie alla maggioranza composta da Movimento 5 Stelle e Lega, è già finito al centro delle polemiche per la decisione intrapresa dal neo vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, di vietare l’attracco sulle coste italiane per la nave Aquarius, con 629 migranti a bordo.

Una scelta in linea con le posizioni più volte espresse da Salvini negli ultimi anni in materia di immigrazione e ONG.

Anche per questo la paura che il nuovo esecutivo guidato da Giuseppe Conte possa attuare delle restrizioni anche nei confronti della popolazione musulmana è quanto mai reale.

Il Carroccio e lo stesso Salvini hanno più volte affrontato la questione Islam in campagna elettorale, utilizzando parole molto forti e slogan tutt’altro che concilianti.

Il ministro dell’Interno ha infatti garantito che con la Lega al governo non sarebbero più sorte nuove moschee, con lo scopo di limitare il “concentramento“.

Tuttavia, al Viminale hanno già spiegato a Salvini che è meglio avere luoghi di culto identificabili e riconoscibili.

Se la Lega ha da sempre una posizione molto netta, il Movimento 5 Stelle si è sempre mantenuto sul vago.

Tuttavia, il contratto di Governo stipulato dalle due forze politiche parla eccome dell’Islam: pentastellati e leghisti hanno intenzione di realizzare una legge quadro sulle moschee e luoghi di culto, che preveda anche il coinvolgimento delle comunità locali, in modo tale da mettere la parola fine a tutte le associazioni islamiche radicali e alle moschee irregolari.

Tutta questa politica molto aggressiva nei confronti dell’Islam sta preoccupando, e non poco, le varie associazioni musulmane presenti nel nostro Paese.

In un periodo come questo, dove i fedeli di Maometto sono in pieno Ramadan, c’è anche lo spazio per riflettere sul nuovo Governo ed esporre perplessità e critiche.

Yahya Pallavicini, presidente della Comunità religiosa islamica, ha detto chiaramente che nel contratto di Governo sono presenti dei punti che non possono non far scattare un campanello d’allarme.

In particolare, le associazioni musulmane criticano il fatto che M5S e Lega si pongano in una posizione tale solo con una religione, andando contro al dettame costituzionale.

Inoltre, spesso si fa una grande confusione tra religione e terrorismo, come sottolinea la stessa Pallavicini, che chiede a Salvini se i musulmani sono compresi nell’ormai celebre slogan “Prima gli italiani“.

Il governo precedente, tramite il ministro Minniti, ha intavolato trattative che hanno portato a delle intese con le associazioni. L’esecutivo giallo-verde sembra orientato su un’altra linea.

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Roberto
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Autore esperto di immigrazione, stranieri e di tematiche relative alla cittadinanza

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