Comincia il mese del Ramadan, ecco cosa significa per i musulmani

Dal 16 maggio 2018 per tutti i musulmani del mondo, anche quelli che vivono in Italia, è cominciato ufficialmente il mese del Ramadan, parola con la quale negli ultimi anni abbiamo familiarizzato e che rappresenta il Mese Sacro, ossia il nono mese dell’anno nel calendario lunare musulmano, diverso dal nastro.

É sacro perché secondo la tradizione dell’Islam fu proprio durante quel periodo che a Maometto vennero svelati i primi versi di quello che poi sarebbe diventato il Corano e quindi per un mese tutti i musulmani durante le ore del giorno e sino al tramonto dovranno dedicarsi alla preghiera, alla meditazione, al digiuno rispettando rigorosamente il digiuno: niente da mangiare e da bere sino a sera inoltrata, quando sarà possibile per tutti cenare, mentre l’altro pasto previsto è prima dell’alba.

Alcune categorie però sono esentate dal digiuno: parliamo delle donne in gravidanza e che allattano, quelle che hanno il ciclo mestruale (ma solo in quei giorni), i malati, gli anziani e i bambini.

Meno tempo per stare a tavola significa dedicare più spazio alla preghiera: accanto alle cinque meditazioni giornaliere infatti si aggiunge il Taraweeh, una preghiera notturna.

É bene ricordare che il Ramadan non ha una cadenza fissa nel corso dell’anno, ma dipende dal calendario lunare che dura circa undici giorni in meno rispetto a quello solare, per cui anno dopo anno c’è uno sfalsamento.

La parola in sé significa “caldo torrido“, anche se in realtà può cadere in periodo dell’anno diversi da quello estivo come sarà anche nel 2018.

Ma quale significato ha il digiuno collettivo dei musulmani ?

Secondo il Corano, era stato indicati a tutti i credenti in modo che potessero avere piena consapevolezza di Dio.

Infatti solo attraverso l’astensione dalle cose materiali, come il cibo e le bevande, può nascere lo stimolo a meditare su argomenti essenziali come la vita ultraterrena.

Inoltre secondo molti musulmani il digiuno sarebbe utile anche per provare una senso di povertà e quindi avvicinarsi maggiormente alla parola del Profeta.

Passato il periodo del Ramadan, che dura dai 29 ai 30 giorni, può cominciare la festa. Quella che si celebra alla fine del periodo è detta Eid ul Fitr: un giorno nel quale i musulmani indossano i loro vestiti più belli, si scambiano regali passando più tempo con la famiglia, partecipano a cerimonie religiose e si dedicano alla visita parenti oltre che allo scambio di doni, anche in beneficenza affinché tutti possano godere di questa festa.

About the Author

Sonia
Articolista in settore immigrazione di navigata esperienza

Leave a comment

Your email address will not be published.


*