Cittadinanza italiana per gli stranieri, con il decreto legge Salvini le maglie si stringono

Il decreto salvini di riforma della cittadinanza italiana fortemente voluto dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, approvato in Consiglio dei Ministri.

I nuovi paletti posti dal ministro dell’Interno nel Disegno di Legge sulla sicurezza e i migranti rischiano di tagliare fuori molti possibili nuovi italiani

Dopo il Consiglio dei Ministri odierno, poi toccherà al Parlamento, ma il Decreto Leggo voluto da Matteo Salvini sul tema dell’immigrazione e della sicurezza secondo le prime indiscrezioni renderà molto più difficile ottenete la cittadinanza italiana per gli stranieri e questo non è l’unico aspetto che non convince.

Ci sono infatti diversi passaggi nella bozza che renderanno la vita (quasi) impossibile ai migranti: i tempi per ottenere la i cittadinanza italiana, sia per matrimonio che per residenza, si allungheranno infatti da 2 a 4 anni.

E ancora, il richiedente dovrà dimostrare di avere un reddito pari a quello previsto per l’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria, si dovranno ottemperare regolarmente gli obblighi fiscali e infine i richiedenti non dovranno avere, come si legge nel testo della bozza “a carico proprio o dei familiari conviventi, provvedimenti dell’autorità di pubblica sicurezza, giudiziari o di condanna, anche non definitiva, nonché concreti elementi di pericolosità sociale o di non irreprensibilità della condotta”.

In attesa di eventuali modifiche sia da parte del governo che soprattutto delle Camere, chiamate a votare la riforma, il dibattito è già aperto e ‘Romasette’, da più di quarant’anni il settimanale informativo della Diocesi di Roma, ha raccolto alcune testimonianze significative di chi si dice preoccupato per la possibile svolta restrittiva.

Come Xavier Palma, uno dei portavoce per il movimento Italiani senza cittadinanza.

Lui si augura che il decreto non venga mai trasformato in legge, anche perché invece di migliorare la condizione di chi è immigrato in Italia magari da molti anni, per motivi di lavoro o di studio, la peggiora.

E fa un esempio in prima persona: è uno studente universitario, quindi al momento non lavora e non percepisce un reddito.

Il governo invece di premiare chi si sta preparando per affrontare il futuro, per renderlo migliore con le sue competenze, invece lo penalizza: “Così non mi sento una persona cresciuta in questo Paese e se va avanti in questo modo non sarò cittadino italiano prima dei 35 anni: sto ancora studiando, devono passare tre anni da quando inizio a lavorare e a percepire un redditto e i tempi per l’istruttoria si allungano a quattro anni”.

Come molti altri in Italia per frequentare le nostre università dice di amare il Paese ma di esserne anche parte integrante, mentre questa integrazione rischia di non essere riconosciuta e premiata.

Discorso simile per Ilham Mounsiff che da 22 anni vive in Italia (oggi ne ha 24). Il padre per gravi problemi di salute non ha lavorato a lungo e quindi non ha potuto acquisire la cittadinanza italiana perché non rientra nei parametri del reddito.

Lei potrebbe per la lunga residenza nel nostro Paese, ma studia ancora e non ha quindi un reddito di tre anni certificato, per cui i tempi si allungheranno a dismisura.

Ecco perché sta pensando di trasferirsi in una nazione più accogliente.

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Sonia
Articolista in settore immigrazione di navigata esperienza

2 Comments on "Cittadinanza italiana per gli stranieri, con il decreto legge Salvini le maglie si stringono"

  1. i tempi si allungheranno da 2 a 4 anni…ma quando mai li sono voluti 2 anni per dare la risposta? I tempi reali sono quelli, intorno ai 4 anni di attesa…amenoche’ non ti prende un’avvocato. Io sto aspettando la risposta ormai da quasi 3 anni. I numerosi solleciti e diffide inviate via PEC non sono serviti a nulla…nemmeno una risposta.

  2. io ho consegnato i documenti relativi alla richiesta di cittadinanza per mia moglie,cittadina del guatemala, con la quale ho un figlio, lo scorso agosto. Convocato per giorno 3 dicembre…….in prefettura non era presente nessun addetto. Nemmeno un sostituto. Inoltre mi han detto che la nuova legge è retroattiva e che, quindi, mia moglie dovrebbe aspettare almeno altri 3 anni circa. ma vi sembra normale? Perchè se per lentezza burocratica si devon pagare simili conseguenze? grazie

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