Cittadinanza italiana oppure no? Gad Lerner e Vittorio Feltri agli antipodi

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La vicenda relativa allo scuolabus di San Donato Milanese ha scosso l’opinione pubblica e ha scatenato un dibattito politico molto acceso.

Fin da subito, il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, aveva dichiarato che sarebbe stata immediatamente tolta la cittadinanza italiana a Ousseynou Sy, l’autista del mezzo che ha sequestrato una scolaresca nel tentativo di mettere a segno una vera e propria strage, fortunatamente sventata dall’abilità degli studenti e dal pronto intervento dei carabinieri.

Allo stesso tempo, Salvini aveva anche parlato della possibilità di concedere la cittadinanza italiana a Ramy Shehata, il ragazzo di 13 anni (di origine egiziana ma nato in Italia, ndr) che ha telefonato alle forze dell’ordine dando indicazioni molto precise su ciò che stava accadendo.

Di fronte ad un riaccendersi della discussione sullo Ius Soli, il responsabile del Viminale ha tentato un dietrofront, salvo poi trovarsi costretto a portare avanti l’iter: il Movimento 5 Stelle, ed in particolare Luigi Di Maio, si sono subito espressi a favore della concessione della cittadinanza al 13enne.

Quasi tutti sono invece d’accordo nel condannare fermamente il gesto di
Ousseynou Sy, originario del Senegal ma italiano dal 2004.

Tuttavia, Gad Lerner non è d’accordo a revocargli la cittadinanza italiana: “Che senso ha invocare un’ulteriore punizione che consiste nella revoca della cittadinanza? – ha detto il giornalista – È un provvedimento che non era contenuto neppure nelle leggi razziali del 1938 e la nostra Costituzione lo vieta esplicitamente”.

La pensa in maniera diametralmente opposta Vittorio Feltri, che invece non è così d’accordo nel concedere la cittadinanza italiana a Ramy Shehata.

“Abbiamo scoperto – scrive Feltri su “Libero” – che la cittadinanza italiana non è più una conquista che gli stranieri ottengono dopo un periodo più o meno lungo di permanenza disciplinata nel nostro Paese: è diventata un premio per ragazzini coraggiosi e svegli capaci di neutralizzare un imbecille assassino potenziale intenzionato a dare fuoco a un pullman zeppo di studentelli”.

Tuttavia, pare che l’iter per la concessione della cittadinanza a Ramy sia ormai avviato, come annunciato anche dal ministro Bonafede.

Mentre per quanto riguarda l’autista 47enne, bisognerà prima attendere la condanna definitiva per poter procedere alla revoca: l’uomo è accusato di reati come strage, terrorismo, incendio e resistenza a pubblico ufficiale.

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Roberto
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Autore esperto di immigrazione, stranieri e di tematiche relative alla cittadinanza

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