Cittadinanza italiana negata al fratello del terrorista

passaporto italiano

Al fratello di un marocchino sospettato di avere finalità di terrorismo e poi scappato in Siria per combattere è stata negata la cittadinanza italiana perché la parentela conta

La cittadinanza italiana è un bene prezioso e non può essere concessa a chi commette o progetta atti di terrorismo, ma anche i parenti di chi sia sospettato come fiancheggiatore dell’estremismo islamico. Una linea che è stata portata avanti negli ultimi mesi e che non cambia, come è stato ribadito anche da una recente sentenza del Tar del Lazio.

A lui si era rivolto l’avvocato (italiano) che si occupa della famiglia di Anas El Abboubi, 21enne di origini marocchine che era stato arrestato a Vobarno, in provincia di Brescia, nel giugno del 2013 e poi era partito per la guerra in Siria scegliendo di diventare martire. Adesso il fratello di Anas aveva presentato domanda per la cittadinanza italiana ma gli è stata respinta e così ha deciso di mettere di mezzo un legale.

In effetti l’uomo aveva presentato tutti i documenti necessari per ottenere la cittadinanza e invece se l’è vista respingere. E così tramite il suo avvocato ha chiesto spiegazioni che sono arrivate a stretto giro: “Il ministero dell’Interno – ha spiegato il legale – gli ha negato la cittadinanza perché è fratello di Anas, ma lui non lo sente da anni, è uno studente modello e vuole diventare italiano. Ecco perché non si aspettava di venire respinto in maniera così netta anche se non è detta l’ultima parola perché presenteranno ricorso sul merito della sentenza.

 negata cittadinanza italiana

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Il fratello di Anas non ci sta a pagare per le colpe del suo congiunto dal quale ha già preso le distanze, ma certo il fatto che Anas non si sia mai fatto trovare non agevola la sua posizione, perché la sua posizione viene ritenuta rilevante.

Il ragazzo infatti è sospettato di aver fondato il gruppo ‘Sharia4Italy’, facendo anche degli appostamenti via web per possibili obiettivi di attentati come la stazione ferroviaria di Brescia, il Centro Direzionale del capoluogo (meglio conosciuto come Crystal Palace) o ancora il cavalcavia Kennedy.

All’epoca Anas era stato arrestato con l’accusa di finalità di terrorismo, ma due settimane dopo il Tribunale del Riesame decise di rimetterlo in libertà. Allora era intervenuta la Cassazione che aveva rigettato il ricorso della Procura contro la scarcerazione, ma intanto il giovane marocchino era sparito per farsi ritrovare in Siria dove potrebbe anche già aver perso la vita.

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Maria Elena
“Appassionata di scrittura in ogni sua forma, sono riuscita a trasformare il mio sogno nel mio lavoro. Mi nutro di libri per la loro magica capacità di riuscire a saziare la mia anima.”

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