Austria, il doppio passaporto ai sudtirolesi italiani scatena polemiche

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Il nuovo governo austriaco di destra vuole concedere la doppia cittadinanza agli altoatesini italiani. Una mossa che non piace a molti governi e anche all’Europarlamento

Al momento si tratta soltanto di una proposta ma sta già sollevando un vespaio l’idea del nuovo governo di centrodestra che guiderà l’Austria con l’inedita coppia formata da Sebastian Kurtz e da Heinz-Christian Strache e che tra gli altri provvedimenti vuole concedere la doppia cittadinanza ai sudtirolesi che abitano in Trentino Alto Adige.

Un passo che piacerebbe moltissimo ai nostalgici, quelli che da tempo premono per far staccare una parte del Nord Est italico e ricongiungerlo all’Austria, ma che invece crea molte preoccupazioni non solo in Italia ma anche nel resto dell’Europa attenta a questa svolta a destra che diverse nazioni importanti stanno attraversando.

Solo qualche giorno fa era stato lo stesso Strache, leader dell’ultradestra austriaca, ad anticipare in una intervista a ‘La Repubblica’ la sua volontà di concedere a tutto il Tirolo, quindi anche alla parte italiana, il potere di autodeterminazione per tornare tutto unito, decidendo quindi se continuare a far parte del nostro Paese oppure tornare all’antico.

Una mossa che piace ovviamente molto ai partiti altoatesini promotori della svolta. Come la ‘Suedtiroler Freiheit’ che per bocca del consigliere provinciale Sven Knoll apprezza questa occasione storica: “I sudtirolesi potranno così riavere la cittadinanza austriaca. Non si tratta solo di una riparazione storica, ma anche di un’assicurazione per il futuro”.

E assicura di non avere nulla contro l’Italia e gli italiani, ma di voler sposare un progetto europeo. In fondo, poi, anche il nostro governo concede anche la nazionalità italiana alle sue minoranze all’estero, soprattutto quelle che appartengono alla Slovenia.

Fino ad oggi il tema della doppia cittadinanza italiana-austriaca era rimasto sempre sottotraccia anche perché entrambi i governi avevano sempre respinto le richieste, ma qualche settimane fa ben diciannove consiglieri provinciali altoatesini sono passati all’azione inviando una lettera al governo austriaco nella quale chiedevano la possibilità di valutare la concessione alla popolazione dell’Alto Adige del passaporto austriaco accanto a quello italiano.

Un beneficio esclusivo comunque per gli altoatesini che nel corso degli ultimi censimenti 2011 si sono dichiarati appartenenti al gruppo linguistico tedesco (ossia il 69,64 per cento).

La proposta non piace affatto al presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani: “La ritengo una mossa velleitaria, non certo distensiva. L’Europa ha tanti difetti ma ha chiuso la stagione dei nazionalismi”.

E alla sua posizione si allinea anche Benedetto Della Vedova, sottosegretario agli Esteri, che si è espresso su Facebook. “Ritengo che sdoganare la cittadinanza su base etnica avrebbe effetti gravissimi, ad esempio in tutti i Balcani, minando la convivenza nei paesi, anche nell’Ue, caratterizzati dalla presenza di cittadini di molteplici culture. La storia europea insegna che i nazionalisti prima si intendono e poi, inevitabilmente, si combattono; col protezionismo prima e con la forza poi. È Il tono che fa la musica, e quella che si sente da Vienna non è oggi musica europeista ma di chiusura nazionalista”.

Matteo Salvini, leader della Lega, invece non vede nessun problema. “Strache non è assolutamente estremista. Se controllare i confini è estremista, allora lo sono anche io. In realtà vedo solo un partito che difende l’interesse nazionale austriaco e io, come Lega, lo voglio fare non solo in Lombardia e Veneto, ma anche in Puglia o in Campania”.

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Webmaster ed esperto in diritto immigrazione

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