Cittadinanza americana per nascita, verso l’abolizione dello Ius soli

Prima del voto del 4 marzo si è parlato molto di “Ius Soli” anche in Italia, con il governo Gentiloni che aveva in agenda l’approvazione della misura.

Tuttavia, l’esecutivo ha poi scelto di operare un passo indietro sulla questione “per non regalare voti alla Lega”. I risultati elettorali delle successive elezioni politiche sono un fatto noto.

La questione dello “Ius Soli” non interessa solo il nostro Paese. Nelle ultime ore, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha fatto sapere di essere intenzionato a modificare le regole sulla cittadinanza contenute nel 14esimo emendamento alla Costituzione degli Stati Uniti.

Per farla breve, il tycoon è pronto ad abolire lo “Ius Soli” negli USA tramite un ordine esecutivo.

Con tutta probabilità, si tratta di un tentativo da parte di Trump di recuperare consensi in vista delle elezioni di metà mandato. Stando a quanto affermato dal New York Times, l’abolizione dello Ius Soli negli Usa non sarebbe altro che “l’ultima manovra per attirare l’attenzione” vista la prossima scadenza elettorale.

Tuttavia, questa posizione era già stata chiarita da Trump durante la campagna elettorale che lo ha poi visto trionfare nei confronti della candidata democratica, Hillary Clinton.

Il presidente USA ha rilanciato la sua convinzione durante un’intervista all’interno di un documentario che verrà trasmesso domenica pomeriggio dall’emittente Hbo.

“Siamo l’unico paese la mondo in cui una persona arriva, ha un bambino e quel bambino diventa praticamente cittadino degli Stati Uniti per 85 anni, con tutti i benefici che ne conseguono”, ha detto Trump, che ha definito tutto ciò “davvero ridicolo”.

Come ricordato già dalle autorevoli testate americane, gli Stati Uniti non sono l’unico Paese dove viene applicato lo Ius Soli.

Ma non è tutto: non basta un’azione presidenziale per modificare un emendamento della Costituzione USA, ma è bensì necessario il voto dei due terzi di entrambe le Camere del Congresso, o in alternativa una “convention nazionale”che deve però essere richiesta da due terzi degli Stati.

L’annuncio del presidente Trump non avviene per caso. Negli ultimi giorni ha fatto notizia la marcia dei migranti che sono sempre più vicini al confine tra USA e Messico. Il governo statunitense ha già inviato oltre 5000 soldati.

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Roberto
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Autore esperto di immigrazione, stranieri e di tematiche relative alla cittadinanza

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