Cittadinanza a Rami, il dietrofront di Salvini: “Stiamo approfondendo”

salvini rami

Era partito in quarta, Matteo Salvini, proponendo immediatamente la revoca della cittadinanza italiana a Ousseynou Sy e al tempo stesso la concessione della stessa a Rami Shehata, lo studente eroe.

Tuttavia, dopo l’insorgere di alcune polemiche e il tentativo di riaprire la questione Ius Soli, il ministro dell’Interno ha fatto marcia indietro e si è mostrato molto più cauto, giustificandosi dietro “problematiche burocratiche”.

Come noto, Rami è il ragazzo di 13 anni che mercoledì scorso ha avvertito i carabinieri su ciò che stava accadendo a San Donato Milanese.

Lo studente si trovava insieme ai suoi compagni di classe sull’autobus dirottato da Ousseynou Sy, il 47enne originario del Senegal (ma italiano dal 2004) che era intenzionato a fare una strage.

Rami ha spiegato perfettamente alle forze dell’ordine come raggiungere il bus, consentendo ai militari di intervenire e sventare il piano diabolico dell’autista.

L’iniziale entusiasmo di Salvini nei confronti di Rami è stato “raffreddato” prima dalla riapertura della discussione sullo Ius Soli (anche se Di Maio ha ribadito che non è nel contratto di governo, ndr), poi dalle parole dello stesso 13enne, che ha chiesto la cittadinanza per il fratello e per i suoi compagni di classe nati in Italia.

Durante la presentazione dell’ultimo libro di Mario Giordano, il responsabile del Viminale è parso molto più cauto. Siccome le cittadinanze non sono biglietti delle giostre – ha detto Salvini – abbraccerò volentieri tutti i ragazzi della classe, perché non ci sono protagonisti di serie A e di serie B. Quando si tratta di cittadinanze non ci devono essere nessuna ombra e nessun dubbio e purtroppo al momento ombre e dubbi ce ne sono”.

“Stiamo approfondendo – ha poi aggiunto il vicepremier del governo Conte – perché io la cittadinanza la concedo a chi ha fedina penale pulita. Non parlo di Rami, ma credo abbiate capito”.

Sulle parole del 13enne, che ha detto di fidarsi di Di Maio, Salvini ha replicato bruscamente: “Io mi fido della legge, devo rispettare la legge e farla rispettare – ha detto il ministro dell’Interno – Sono contento che non ci siano morti e feriti grazie a lui, agli altri ragazzi e ai carabinieri. Non commento le stragi mancate”.

Luigi Di Maio ha invece pubblicato un post su Facebook dove sostiene che la cittadinanza italiana a Rami vada data senza se e senza ma. “C’è già una legge che lo consente, non dobbiamo inventarcela. Facciamolo e basta”. Molti i commenti di disapprovazione da parte dei militanti del Movimento 5 Stelle.

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Roberto
Roberto
Autore esperto di immigrazione, stranieri e di tematiche relative alla cittadinanza

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