Castelbelforte si mobilita per il permesso di soggiorno di un giovane senegalese

Marcel Ndiaye rischiava di essere rimpatriato dopo 5 anni in Italia, ma il paese di Castelbelforte lo ha appoggiato anche con una raccolta forme e otterrà il permesso di soggiorno

Da un paese della Bassa Mantovana arriva una storia di speranza e solidarietà: è quella di Fassar Marcel Ndiaye, giovane cittadino senegalese che avrebbe rischiato di essere espulso dall’Italia e invece grazie alla mobilitazione di tutto il paese di Castelbelforte, ma anche dell’appoggio da parte della Giunta locale guidata dal sindaco leghista Massimiliano Gazzani oltre che del parroco, potrà invece presentare tutta la documentazione per ottenere il permesso di soggiorno.

Una vicenda raccontata per la prima volta da ‘La Gazzetta di Mantova‘ e che dà una luce nuova al rapporto tra i migranti e gli italiani.

Marcel è arrivato in Italia nel 2013 e da quando è a Castelbelforte si è sempre dato da fare, diventando parte integrante della comunità pur non facendone formalmente parte.

Un impegno che è sempre stato molto apprezzato dagli abitanti del paese per i quali ormai il ragazzo è uno di loro: infatti dal 2014 Marcel lavora nel campo del volontariato e in parrocchia, canto nel coro della chiesa, collabora la Caritas e per i servizi in favore dei pensionati e degli anziani ma ora rischiava di dover lasciare tutto perché privo dei documenti necessari per la sua permanenza.

Non appena la notizia si è diffusa in paese, è partita la mobilitazione.

Il sindaco ha dato il suo appoggio, la comunità ha messo in mezzo un avvocato per stranieri e soprattutto è partita una raccolta di firme, con gli slogan “Marcel uno di noi” e “#Marcelèmioamico“. che in poco tempo ha raccolto più di 500 adesioni in un paese che conta poco più di 3200 abitanti.

Così dopo che il parroco, don Alberto, gli ha garantito un alloggio, l’uomo il 27 luglio scorso si è presentato in Questura insieme al suo avvocato per essere ufficialmente identificato con le impronte digitalie le foto.

Il prossimo passo, lunedì 30 luglio, sarà quello di portare tutti i documenti necessari per il permesso di soggiorno umanitario.

“Le firme finora raccolte dai cittadini – ha raccontato l’avvocato Vitale che lo rappresenta – e presentate al prefetto di Mantova hanno ottenuto l’effetto sperato. Marcel terminate le pratiche potrà rimanere in Italia almeno per un altro anno e mezzo mentre la procedura andrà avanti. Nel frattempo, passati 60 giorni dal ricevimento della domanda da parte della Questura, potrà essere regolarmente assunto anche perché ha già ricevuto molte offerte di lavoro da parte di persone di Castelbelforte che lo conoscono bene e vogliono offrirgli una possibilità”.

E adesso intanto è stato lanciato via social l’hashtag #Marcelrestaconnoi.

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Sonia
Articolista in settore immigrazione di navigata esperienza

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