‘Cara Italia’, nasce il movimento del giornalista Stephen Ogongo

Il giornalista Stephen Ogongo, in Italia da 25 anni, ha lanciato da qualche mese un nuovo movimento dedicato ai migranti e contro il razzismo

Per il momento è un movimento e non ancora un partito, forse non lo diventerà mai ma intanto è la prima risposta concreta all’ondata di sovranismo in Italia, che sta moltiplicando anche i casi di razzismo.

Si chiama ‘Cara Italia‘ (come la canzone del rapper Ghali, milanese e nato da genitori tunisini) ed è stato fondato da Stephen Ogongo, 44enne giornalista originario del Kenya ma arrivato nel nostro Paese 25 anni fa.

Oltre ad insegnare in passato all’università Gregoriana, Stephen è anche caporedattore delle testate che fanno capo al network ‘Stranieri in Italia‘.

Ma adesso ha deciso di scendere direttamente in campo perché, come ha raccontato al quotidiano ‘La Repubblica’ vuole rappresentare una risposta concreta a chi non rispetta la dignità umana, a chi predica il razzismo e sgombera i centri di accoglienza mettendo queste persone per strada.

L’idea di ‘Cara Italia‘ poco alla volta sta prendendo piede tanto che è bastata qualche settimana per registrare già seimila adesioni al movimento.

Il prossimo passo sarà quello di varare uno statuto, in modo da essere pronti per le prossime elezioni, sia quelle nazionali che amministrative con un primo banco di prova importante per il Comune di Roma.

Il progetto di Ogongo è quello di radunare sotto una stessa bandiera ideologica associazioni, organizzazioni e gruppi che seguono i diritti dei nuovi italiani “per dare voce a chi non ce l’ha, ai tanti delusi della mancata riforma della Bossi-Fini, dello Ius soli e delle politiche razziste dell’attuale maggioranza”.

E si basa sulla sua esperienza personale: ha studiato Scienze sociali all’università Gregoriana, ha seguito un dottorato di ricerca, insegnato giornalismo presso la stessa università, oggi fa il giornalista, è sposato con una donna di origini congolesi e ha due figlie ancora minorenni che non sono cittadine italiane.

Lo scorso autunno, d’accordo con altri redattori ha aperto una pagina Facebook e un sito per lanciare il movimento e l’idea ha trovato subito un seguito.

Stephen Ogongo

Un successo, fatto anche di nuove proposte e solidarietà, che gli ha fatto pensare di poter trasformare questo spazio di discussione in un vero soggetto politico.

Come dice il suo fondatore “la nostra forza è il sostegno dei nostri giornali e siti di ‘Stranieri in Italia‘, grazie ai quali raggiungiamo ogni mese un milione e mezzo di immigrati e nuovi cittadini, insieme agli italiani”.

Ma quali sono in concreto i progetti sui quali stanno lavorando e che verranno proposti ai loro potenziali elettori ?

Il primo passo sarà una legge di cittadinanza che fotografi realmente l’Italia per come è oggi, dando la possibilità agli immigrati residenti nel nostro Paese di avere diritto di voto attivo e passivo.

La società sta profondamente cambiando, sottolinea Ogongo, e bisogna dare voce a chi al momento non ce l’ha, per arginare l’ondata di razzismo che non può essere accettata.

Come si legge nel loro programma, nonostante almeno 5 milioni di stranieri lavorino e paghino regolarmente le tasse.

“la maggior parte sono esclusi dal processo decisionale. Il giorno in cui tutti questi cittadini senza la cittadinanza avranno il diritto al voto, il discorso sull’immigrazione e immigrati cambierà drasticamente”.

E si basa sulla sua esperienza personale: ha studiato Scienze sociali all’università Gregoriana, ha seguito un dottorato di ricerca, insegnato giornalismo presso la stessa università, oggi fa il giornalista, è sposato con una donna di origini congolesi e ha due figlie ancora minorenni che non sono cittadine italiane.

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Webmaster ed esperto in diritto immigrazione

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