Cancellata la tassa sul permesso di soggiorno, rimborsi in arrivo

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Tassa sul permesso di soggiorno, il governo ordina alle Questure di adeguarsi alla sentenza del Consiglio di Stato

Dopo la sentenza del Consiglio di Stato, il governo ha inviato alle Questure una circolare nella quale recepisce la cancellazione dell’aumento del contributo per la tassa sul permesso di soggiorno

La sentenza del Consiglio di Stato è chiara: il contributo da 80 fino ad un massimo di 200 euro per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno non deve essere più pagato all’atto della presentazione della domanda. E a stretto giro di posta il Ministero dell’Interno ha comunicato a tutte le Questure italiane di adeguarsi annullando di fatto le tasse sulla concessione dei permessi.

Subito dopo la pubblicazione della sentenza, il 26 ottobre, la Direzione Immigrazione del Dipartimento di Pubblica Sicurezza ha provveduto ad inviare a tutte le Questure italiane una circolare nella quale è stata allegata la sentenza e si spiegano i concreto quali sono i suoi effetti sulle domande.

In pratica resta ancora valido per tutti il pagamento di 76,46 euro, cifra che deriva dai 30,46 euro per la stampa del documento elettronico, sommati ai 16 euro per la marca da bollo da allegare alla domanda e ai 30 euro per i diritti di Poste Italiane.

Ma come ha specificato Giovanni Pinto, direttore del settore Immigrazione al Dipartimento di Pubblica Sicurezza “tutte le istanze, comprese quelle giacenti in istruttoria o in attesa di consegna del titolo, dovranno essere portate a compimento prive del citato contributo”, ossia quello che era stato introdotto nell’articolo 5 del Testo Unico sull’Immigrazione.

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Ma come dovranno regolarsi quelli che hanno presentato domanda e pagato di conseguenza nei mesi scorsi?

Quelli che non hanno pagato il contributo maggiorato non devono temere nulla perché se sono in regola con il versamento di 76 euro vedranno la loro domanda andare avanti senza intoppi.

Chi invece dovesse avere già versato il contributo come si dovrà regolare?

Per ora la circolare non ha affrontato la questione e quindi la palla passerà al governo che dovrà individuare la via più semplice e chiara per restituire quanto indebitamente incassato nei mesi scorsi, anche per non incorrere in azioni legali di massa da parte degli immigrati.

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Webmaster ed esperto in diritto immigrazione