Bruciarono viva una studentessa: 16 condanne a morte

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Sedici condanne a morte. E’ questa la sentenza emessa da una Corte Penale del sud del Bangladesh in seguito alla barbara uccisione di Nusrat Jahan Rafi, studentessa 19enne che frequentava una scuola islamica.

La giovane aveva presentato una denuncia per molestie sessuali che aveva portato all’arresto del direttore della scuola. E’ stato proprio lui a ordinare l’esecuzione della 19enne, che è stata arsa viva.

Nusrat Jahan Rafi aveva denunciato in un video i suoi assassini. Per 5 giorni la ragazza è riuscita a sopravvivere nonostante le ustioni avessero interessato l’80% del suo corpo. Nel filmato, la 19enne precisava che a compiere la barbarie erano stati gli studenti di Siraj Ud Doula, insegnante capo della madrassa Sonagazi Islamia.

Come riportato dal quotidiano “La Repubblica”, la giovane è stata legata a mani e piedi con delle sciarpe e cosparsa di paraffina nella soffitta della scuola islamica. Un’esecuzione in piena regola, motivata dal fatto che Nusrat non aveva voluto ritirare le accuse di molestie sessuali contro il direttore, presentate lo scorso marzo.

Siraj Ud Doula ha ordinato l’omicidio dal carcere, come rivelato anche da alcuni di coloro che hanno bruciato viva la 19enne. Due di loro sono membri della Awami League, il partito che esprime la maggioranza di governo in Bangladesh.

Grazie alla denuncia di Nusrat è caduto quel muro di omertà che circondava le scuole islamiche, dove si verificano spesso casi di molestie, abusi e violenze ai danni delle studentesse e anche degli studenti. Il sistema di abusi è stato sempre negato dalle organizzazioni ufficiali che coordinano le Madrassa, ma il coraggio della 19enne ha spinto sempre più ragazzi e ragazze a denunciare le violenze subite.

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Roberto
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Autore esperto di immigrazione, stranieri e di tematiche relative alla cittadinanza

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