Bologna, altro scossone al decreto sicurezza: somalo può iscriversi all’anagrafe

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Il governo Conte è ormai al capolinea, con la Lega di Matteo Salvini che ha deciso di togliere la fiducia all’esecutivo finora sostenuto dalla maggioranza gialloverde.

Nel frattempo, il decreto sicurezza fortemente voluto proprio dall’attuale ministro dell’Interno (che ora chiede i voti per avere “pieni poteri”, ndr) continua ad incassare sconfitte su sconfitte.

Stavolta è il tribunale di Bologna a bocciare il ricorso del Viminale sui richiedenti asilo, come già fatto in precedenza dal tribunale di Firenze dopo che ad un richiedente asilo somalo era stato concesso di presentare la richiesta d’iscrizione all’anagrafe al comune di Scandicci (Firenze), con conseguente reclamo del ministero dell’Interno.

Stavolta i protagonisti della vicenda sono una donna e un uomo che sono stati rappresentati rispettivamente da “Avvocato di Strada” e “Asgi – Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione”.

La donna, titolare di permesso di soggiorno per richiesta di asilo, aveva presentato richiesta di iscrizione all’anagrafe mesi fa, ma la sua domanda era stata rigettata proprio in base alle nuove norme contenute nel decreto sicurezza.

Ma il Tribunale di Bologna ha accolto il ricorso presentato dalla donna, come confermato da Antonio Mumolo e Paola Pizzi dell’associazione Avvocato di strada.

Come riportato dal Resto del Carlino, nell’ordinanza si legge che la mancata iscrizione ai registri anagrafici “impedisce l’esercizio di diritti di rilievo costituzionale ad essa connessi”, tra cui quello “all’istruzione e al lavoro”.

Anche per il Tribunale di Bologna, così come certificato a Firenze e in altre sentenze, “la legge Salvini appare poco chiara e di difficile comprensione, e per il Tribunale la sua comprensione all’interno del quadro costituzionale e del diritto europeo ne consente una interpretazione costituzionalmente orientata”.

Il sindaco di Bologna, Virgilio Merola, ha commentato la sentenza del Tribunale sulla sua pagina Facebook: “Un’ulteriore conferma della correttezza del mio operato quando ho deciso di applicare, con soddisfazione, la sentenza che mi ordinava di iscrivere i richiedenti asilo all’anagrafe“.

Furioso, invece, Matteo Salvini: “Il prossimo governo dovrà fare una vera riforma della Giustizia, non viviamo in una ‘repubblica giudiziaria”.

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Roberto
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Autore esperto di immigrazione, stranieri e di tematiche relative alla cittadinanza

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