Assegno di ricollocazione, parte la sperimentazione in Italia

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Assegno di ricollocazione, il ministero del Lavoro dà il via libera al progetto dell’assegno di ricollocazione che coinvolgerà inizialmente circa 25mila disoccupati

È tutto pronto per la prima sperimentazione dell’assegno di ricollocazione, il dispositivo che segna la partenza delle politiche attive per il lavoro da parte del governo. L’atto iniziale sarà la spedizione delle lettere a circa 25 mila disoccupati che verranno coinvolti nel progetto, come è stato deciso dall’ultima riunione tra i rappresentanti del Ministero del Lavoro, gli assessori regionali al Lavoro e l’Anpal.

Ma in cosa consiste l’assegno di ricollocazione ? È stato pensato per chi sia senza lavoro e non ne abbia trovato uno nuovo dopo aver ricevuto quattro mesi di indennità di disoccupazione (la cosiddetta NASpl).

L’assegno è un sostegno concreto perché offre un servizio personalizzato di assistenza presso i centri per l’impiego oppure gli operatori autorizzati. Il programma comprende l’appoggio di un tutor che seguirà il disoccupato nel percorso di assistenza alla ricollocazione, ma anche gli incontri di verifica e l’analisi delle opportunità occupazionali che si prospettano. L’importo dell’assegno deriva dal livello di occupabilità e l’importo varia dai 250 euro ai 5mila euro.

I soldi vengono dati all’Ente che aiuta il disoccupato nella ricerca di un impiego, ma solo se alla fine riesce a trovarlo. Per averlo bisogna presentare richiesta sul portale Anpal.gov.it o in un Centro per l’Impiego, scegliendo anche l’Ente a seconda del servizio che offre ma anche delle proprie esigenze. Per informazioni è possibile chiamare dalle 9 alle 18 (lunedì-venerdì) il numero verde 800.000.039 o inviare una e-mail a info@anpal.gov.it.

Nella stessa riunione che ha sbloccato l’assegno di ricollocazione è stata anche confermata l’intenzione di proseguire l’impegno per lo sviluppo delle politiche attive per il lavoro oltre che il potenziamento dei Centri per l’impiego, grazie a convenzioni per utilizzare le risorse espressamente destinate dopo il rinnovo anche per il 2017 dell’accordo destinato a garantire la continuità dell’attività dei centri per l’impiego avviando un piano comune di rafforzamento delle politiche attive per il lavoro anche grazie al potenziamento di mille unità di personale che è stato appositamente formato.

Ma è fondamentale anche pensare al lavoro per le nuove generazioni con l’attuazione del programma Garanzia Giovani. In particolare è stato confermato l’impegno a realizzare un concreto sostegno all’alternanza tra scuola e lavoro, qualificando il sistema della formazione professionale e garantendo un accompagnamento al lavoro dei giovani che concludono il loro ciclo di studi.

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Webmaster ed esperto in diritto immigrazione

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