Al figlio anche il cognome della madre, la Corte Costituzionale favorevole

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Sentenza storica, al figlio anche il cognome della madre

La Consulta si pronuncia in maniera favorevole dopo il caso sollevato dalla Corte d’appello di Genova. La legge c’è, ma è ferma in attesa di approvazione dal Senato

D’ora in poi tutti saranno liberi di affiancare anche all’anagrafe il cognome della madre a quello del padre, come si fa liberamente anche in altri Paesi come ad esempio la Spagna. È il risultato di una sentenza pronunciata dalla Consulta che ha dichiarato incostituzionale l’attribuzione automatica del cognome paterno, come previsto attualmente dalla legge, qualora invece i genitori vogliano fare una scelta diversa.

Il caso era stato sollevato dalla Corte d’appello di Genova che doveva risolvere il caso di un bambino nato nel 2012 e che ha doppia cittadinanza, italiana e brasiliana e quindi nei due Paesi è stato identificato con due cognomi diversi creando così possibili confusioni. Così i giudici genovesi avevano riproposto la questione basandosi anche sulla sentenza della Corte Europea di Strasburgo che aveva condannato l’Italia sulla questione del cognome materno.

Inoltre il 24 settembre 2014 la Camera con 239 voti favorevoli, 92 contrari e 69 aveva approvato la proposta di legge che aboliva l’obbligo del cognome paterno per i figli, lasciando così la piena libertà di scelta ai genitori. In realtà però da allora la legge è impantanata nell’aula della Commissione giustizia al Senato in attesa di proseguire il cammino per l’approvazione.

Ora, dopo la pronuncia della Consulta dovremo attendere che venga depositata la sentenza (con relatore il giudice Giuliano Amato) per comprendere quali siano le motivazioni e soprattutto quali possano essere le sue applicazioni anche in futuro.

Manuela Magalhaes, la mamma del bambino in questione esulta: “È una vittoria non solo per noi ma anche per tutte le donne e tutti gli uomini che lottano per un cambiamento di questo Paese. La nostra è stata un’idea condivisa, nata da due persone che stanno bene insieme e hanno in comune il modo di essere genitori. Stiamo trasmettendo al nostro bambino sia la cultura paterna che quella materna”.

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Webmaster ed esperto in diritto immigrazione