Accordi di espulsione, l’annuncio di Salvini: “Faremo tutto entro l’autunno”

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Accordi di espulsione e rimpatrio assistito. Nonostante la valanga di polemiche per le due vicende giudiziarie che stanno interessando la Lega e Matteo Salvini – i 49 milioni di euro che il partito è chiamato a restituire e l’indagine del pm di Agrigento in seguito ai fatti della nave Diciotti, ndr – il ministro dell’Interno va avanti senza preoccupazioni.

In un’intervista a ‘L’Indignato speciale’ su Rtl 102,5, Salvini ha ribadito per l’ennesima volta quella linea già ampiamente chiarita in campagna elettorale e in questi primi mesi da responsabile del Viminale: “Stiamo lavorando per fare quello che in vent’anni non si è fatto: accordi di espulsione e rimpatrio assistito con tutti i Paesi di provenienza di questi ragazzi e di queste ragazze”.

Quando? “Entro l’autunno”, assicura il vicepremier del governo presieduto da Giuseppe Conte.

Salvini precisa che il dossier è sulla sua scrivania da tre mesi: “Da 90 giorni stiamo aprendo cassetti, archivi, accordi verbali con alcuni Paesi africani del 1999, ma poi si è persa la firma, il capitolato, non si sa che fine abbiano fatto”.

I Paesi africani a cui fa riferimento il responsabile del Viminale sono Senegal, Pakistan, Bangladesh, Eritrea, Mali, Gambia, Costa d’Avorio, Sudan, Niger.

Al momento, secondo il ministro dell’Interno, c’è solo un accordo che funziona nel modo corretto: si tratta della Tunisia, dove Salvini ha già preannunciato di andare entro il mese di settembre. “I tunisini sono arrivati in più di quattromila quest’anno ed è la nazionalità più presente – tuona Salvini – In Tunisia non c’è la guerra, non c’è la carestia, non c’è la peste bubbonica e quindi non si capisce perché questi ragazzi debbano scappare”.

Il leader della Lega ha poi precisato che si sta lavorando su accordi ben precisi con la Nigeria, con la Costa d’Avorio e con il Bangladesh.

A chi lo critica perchè perennemente occupato sul fronte migranti, Salvini risponde a tono: “L’antimafia, l’anticamorra, l’antidroga, l’antibullismo, la protezione dei ragazzi che vanno a scuola, il blocco delle truffe in rete, le minacce, i femminicidi – precisa il ministro dell’Interno – Ne ho di fronti, ad esempio le assunzioni dei vigili del fuoco e della polizia che erano ferme da troppo tempo, quindi non ho tempo per annoiarmi nè per leggere le carte dei giudici”.

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Roberto
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Autore esperto di immigrazione, stranieri e di tematiche relative alla cittadinanza

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